Anzicché a emergenza, direttivo pensa a poltrone

Stiamo vivendo i giorni più difficili dalla nascita della Repubblica e, anziché pensare a come gestire l’emergenza coronavirus, tutelando la salute pubblica e sostenendo l’economia fiaccata dal Covid-19, apprendo con stupore che il direttivo Movimento 5 Stelle si preoccupa delle poltrone, procedendo con la mia espulsione dal gruppo senza darmi neppure la possibilità di un confronto.

La mia unica colpa è quella di essere stato democraticamente eletto presidente della Commissione finanze della Camera.
Il Movimento 5 Stelle in cui ho sempre creduto e credo è quello del rispetto delle regole, dell’onestà, della democrazia e dell’uno vale uno.

Se il direttivo ha cambiato orientamento sono loro e non io ad essersi discostati dalle 5 stelle. E come parlamentare non posso che difendere le libere scelte che vengono fatte da tutti gli organi del Parlamento. Compresa quella di eleggermi presidente.

Continuerò dunque a lavorare con l’impegno di sempre, per contribuire a sostenere il nostro Paese e per svolgere al meglio possibile il mio ruolo di presidente della Commissione finanze.
Rimango profondamente amareggiato da queste manovre di Palazzo in un momento in cui l’Italia è attraversata da un profondo dolore di morti e malati. Tutte le mie valutazioni le farò quando finirà l’emergenza.