In provincia di Latina si apre una questione morale interna al centrodestra

Mentre continua il tentativo della politica di minimizzare quanto sta accadendo in provincia di Latina, la magistratura entra in profondità sulle possibili connessioni tra politica e metodi criminali, ipotizzando l’aggravante del metodo mafioso. L’arresto dell’ex consigliere regionale in quota Pdl (e fotografata in eventi pubblici con il fondatore di “Cambiamo! Con Toti”) Gina Cetrone evidenzia ancora una volta che, mentre c’è chi esprime una linea politica chiara e trasparente sul quadro dei rapporti con i propri elettori, ci sono invece altre forze politiche, tutte interne al centro destra, piene di scheletri nell’armadio. La provincia non è un luogo qualunque: è per alcune forze di quello schieramento un vero e proprio polmone con percentuali che hanno una forte influenza anche a livello nazionale e regionale nel risultato finale, in termini di seggi, nelle rispettive competizioni. In questi casi, non si può aspettare il terzo grado di giudizio per esprimere una presa di posizione, anche perché il tessuto sociale, dopo anni di continui condizionamenti, potrebbe non essere più in grado di generare anticorpi. Del resto, in questa provincia ci sono organi di informazione che già in passato hanno scambiato appartenenti a storiche famiglie della camorra per “quattro teppistelli.